Brooklyn

Brooklyn Bridge

Brooklyn

Una volta Brooklyn era una città indipendente da New York  e tuttora  conserva  una sua identità separata, mantenendo un’aurea  quasi mistica nei cuori e nell’immaginario dei suoi  ammiratori.  Una gloria  legata al suo passato il cui   simbolo più forte restano i Brooklyn Dodgers, (epica squadra di baseball che  rappresentò l’orgoglio di una popolazione)  ai suoi tifosi, prevalentemente operai dei cantieri navali e alla voglia di mettersi in contrapposizione alle altre squadre sicuramente più ricche e blasonate di New York.

Ancora oggi, per alcuni, Brooklyn resta un posto “diverso” dove la gente parla un dialetto buffo e i nativi sono riconosciuti come, ambiziosi, divertenti, smaliziati e aggressivi; non proprio come ognuna delle persone famose nate o cresciute a Brooklyn ma piuttosto come un insieme di tutti loro,  tanto per ricordare alcuni nomi: Mickey Rooney, Mae West, Woddy Allen, Barbra Streisand e Al Capone.

Il primo insediamento a Brooklyn fu Olandese nel 17* secolo e la cultura agraria e conservativa olandese perdurò per molti anni dopo la Rivoluzione.  Ma già nel 1814 molti  newyorkesi, soprattutto di origine inglese, furono attratti dai territori del nord e di quelli fronte mare, battelli a vapore univano Manhattan a Brooklyn permettendo scambio e trasporto di merci e persone, in scala ridotta in confronto a quanto poi sarebbe stato possibile con la creazione del Ponte di Brooklyn, trasformando tutta la zona rurale in una grande città dove fare affari diventava sempre più redditizio.

Nel 1898 Brooklyn votò per diventare parte di New York, l’unione passò per pochi voti e iniziò un periodo ricco e fertile, sia per gli affari sia culturalmente. Negli anni 20′ e 30′ Brooklyn si arricchì di molte etnie, in maggioranza europee, e durante il periodo della grande depressione, la povertà dilagò rendendo gran parte di Brooklyn un bassofondo. Poi furono gli anni della lotta al crimine e alla droga, del decadimento delle infrastrutture e di altri problemi urbani.

Negli ultimi decenni però la situazione è cambiata ancora e Brooklyn ha cominciato a risalire. Ora stanno terminando tutte le opere di ripristino del fronte porto e dei suoi parchi, sono stati creati  spazi aperti al posto dei capannoni esistenti e  mantenuti e risanati  tutti i vecchi magazzini del porto, un lavoro eccellente è stato fatto nel quartiere di Red Hook. Per non parlare poi di Williamsburg, diventata mecca di giovani artisti, piena di ristoranti e negozi.

Brooklyn Heights merita una passeggiata iniziando da Plymouth Church  of the Pilgrims, si possono percorrere le stradine ad est di Willow, Pineapple, Orange, Cranberry,  Clark, Pierrepont, troverete vecchie Townhouse e vi avvicinerete ad una delle più belle vedute dello Skyline di New York: la Promenade, una splendita camminata lungo il fiume.

Prospect Park con la Grand Army Plaza, il Giardino Botanico di Brooklyn, il Green -Wood Cemetery,  il punto più alto di Brooklyn e da dove si gode di una splendida veduta della Statua della Libertà, offre arte e natura, alcuni dei monumenti sono dei piu’ famosi architetti di New York , da Warren & Wetmore (Grand Central Terminal) Griffith Thomas (i famosi palazzi in cast-iron(ghisa) di SoHo, e Stanford White( l’Arco di Washington).

Il Museo di Brooklyn è sicuramente uno dei più importanti in città con oltre 1.5 milioni di opere esposte.

Il Ponte di Brooklyn da solo vale la visita di New York! (descrizione presente nella sezione Attrazioni)

Boys Selling Newspapers on Brooklyn Bridge

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Ci sono tre tour che vi portano a Brooklyn:

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